Pensiero critico, arte e memoria dal Sud Globale.

Por:  Sezione America Latina – Archivio il ’68

È con immensa gioia e profondo impegno politico che inauguriamo oggi lo spazio virtuale della Sezione America Latina del Centro Studi Politico Sociali – Archivio storico il sessantotto. Questo spazio nasce con il fermo proposito di essere un canale di diffusione e dibattito attorno al pensiero critico latinoamericano, facendo circolare la memoria delle lotte dei popoli del Sud globale. Il nostro archivio del ’68 custodisce una gran quantità di questi scritti d’arte e cultura, contenuti in preziosi libri e riviste storiche; per questa ragione, non vogliamo che queste preziose testimonianze restino addormentate sugli scaffali, bensì desideriamo farle conoscere pubblicamente. Attraverso la revisione profonda di questo patrimonio documentale custodito nel nostro Archivio, così come tramite articoli e report generati dal nostro team editoriale, ci proponiamo di dare visibilità a quei testi d’arte e cultura che hanno sfidato le istanze di potere che sfruttano e subordinano la nostra regione. Vogliamo che questo sito sia un ponte vivo in cui la teoria critica e la prassi culturale dei popoli latinoamericani possano incontrarsi, dimostrando che la cultura non è un mero ornamento estetico, ma uno strumento fondamentale per l’emancipazione delle nostre comunità.

Come emblema e bussola di questo viaggio, abbiamo deciso di adottare l’iconica América Invertida de Joaquín Torres García (1943) come simbolo ufficiale della nostra sezione. Non si tratta di un semplice capriccio visivo, bensì di una dichiarazione di principio epistemologica. Situando il sud al vertice, questo logo sovverte la cartografia coloniale tradizionale che storicamente ha collocato l’America Latina in una periferia subordinata. Usiamo questo simbolo perché rappresenta esattamente ciò che intendiamo promuovere: un invito a guardare il mondo dall’America Latina, convalidando i saperi politici, artistici e culturali, le temporalità e le urgenze storiche che sono state scritte e che si trovano oggi sui nostri scaffali. Al contempo, l’obiettivo è far conoscere le diverse azioni culturali e artistiche di matrice latinoamericana che vengono realizzate per contrastare l’avanzata del fascismo in tutte le sue forme.

Questa operazione cartografica non è un gesto isolato, bensì parte di una matrice politica e artistica condivisa nel Cono Sud —visibile sia nel costruttivismo di Torres-García sia nella successiva poetica territoriale di Amereida (1965) [1]— che mira a sovvertire le gerarchie globali e a fondare un locus di enunciazione autonomo. Così, la mappa invertita si consolida come una potente metafora visiva per la giustizia epistemica e la decolonialità, ricordandoci che l’atto di riorientare la mappa è, fondamentalmente, un progetto di sovranità intellettuale.

Imagine originale di Joaquín Torres García

Per comprendere la potenza di questa immagine, è necessario risalire al 1943, quando Joaquín Torres García la creò come un manifesto di autonomia culturale per il continente. In un momento di profonda ricerca d’identità, l’artista uruguaiano proclamò in modo radicale: “Il nostro nord è il Sud”. Con questo gesto, Torres García mirava a smantellare la subordinazione estetica e geometrica della regione, dotando il Sudamerica di una propria centralità cosmica, simboleggiata dal sole nascente e dalla Croce del Sud che accompagnano il tratto. La mappa invertita significa che non abbiamo bisogno di copiare i modelli né le avanguardie delle metropoli per esistere; significa che il Sud possiede la maturità, la forza e la ricchezza artistica necessarie per essere il proprio centro e guidare il proprio destino. È precisamente in questa direzione che si inserisce la nostra linea editoriale: assumiamo l’impegno di pubblicare e diffondere quelle manifestazioni artistiche, musicali e plastiche che emanano da questo pensiero decoloniale, agendo come uno spazio di risonanza per la voce di chi non ha voce. Questi scritti, impressi nelle riviste, nei libri e nei documenti che oggi custodiamo e valorizziamo nel nostro archivio, traducono tale sovranità culturale in pagine impegnate con la nostra stessa storia.

Questo pensiero critico e decoloniale non è rimasto intrappolato nelle aule di filosofia; storicamente ha preso vita e corpo attraverso le arti e la cultura popolare. Si proietta con forza nella creazione dei canti d’impegno e della Nueva Canción Latinoamericana, dove le chitarre e i fiati tradizionali si sono trasformati in trincee sonore contro l’oppressione; si esprime sulle pareti attraverso il muralismo collettivo che ha trasformato le strade in cronache vive della resistenza operaia e studentesca; e si respira in ogni espressione festosa e comunitaria del continente. Con l’orgoglio di riscattare queste memorie condivise, apriamo ufficialmente le porte di questo spazio all’interno dell’Archivio del ’68, invitando ricercatori, militanti e artisti ad abitare questa casa comune della cultura ribelle.

Benvenute e benvenuti in questo viaggio di memoria e liberazione!

Tupananchiskama

(Parola in lingua quechua che significa “Fino al nostro prossimo incontro”)

Note

[1] Amereida. Santiago del Cile: Editorial Universitaria, 1967.

[2] Per un’analisi dettagliata sulla mappa invertita come simbolo estetico del pensiero latinoamericano e la sua confluenza con la svolta decoloniale, si veda Pablo Mancilla Carrasco, “El mapa invertido de Joaquín Torres-García y las ciencias sociales de América Latina. Hacia un símbolo estético del pensar latinoamericano,” Desde el Sur 15, n. 1 (2023): 3-4. Allo stesso modo, per un esame critico delle operazioni concettuali, delle proiezioni spaziali e dei limiti epistemici di questa tradizione inversiva nel Cono Sud, si confronti Adriana Laura Massidda, “El mapa invertido,” AREA 31, n. 1 (novembre 2024-aprile 2025): 4-5.

Bibliografia

  1. Escuela de Arquitectura de la Universidad Católica de Valparaíso. Amereida. Santiago de Chile: Editorial Universitaria, 1967.
  2. Mancilla Carrasco, Pablo. “El mapa invertido de Joaquín Torres-García y las ciencias sociales de América Latina. Hacia un símbolo estético del pensar latinoamericano.” Desde el Sur 15, no. 1 (2023): 1-14. 
  3. Massidda, Adriana Laura. “El mapa invertido.” AREA 31, no. 1 (Noviembre 2024-Abril 2025): 1-23.